Perché riscrivere i testi del proprio sito

Nelle vacanze di Natale del 2018 ho riscritto i testi del sito e rivisto il mio piano editoriale per comunicare e promuovere 3 servizi: ho quindi pensato di scrivere un post per raccontare le ragioni che mi hanno spinto a queste modifiche.

Ho rimandato la scrittura di questo post per settimane, perché ho sempre avuto altre priorità:

Tutte cause giuste che indicano due cose, entrambe positive:

  1. Normalmente gennaio per me è sempre stato un mese morto e fermo. A dicembre si chiudono alcune collaborazioni (il ciclo dei miei clienti è di uno-tre anni), a gennaio se ne cercano di nuove e si gestiscono i clienti che si hanno. Gennaio è sempre stato il mese dell’ansia, perché meno movimentato di altri. L’anno scorso ne ho approfittato per mettere in ordine alcune idee, quest’anno è già fin troppo mosso: è un buon segno, perché c’è tanta carne al fuoco, e il lavoro che ho mi impegna parecchio e con soddisfazione.
  2. Questo movimento indica un flusso e una direzione: da un anno a questa parte tengo più cose insieme, per semplificare diciamo 3: le consulenze, TravelWithGusto e la comunicazione lato personal branding. L’anno scorso queste tre cose le ho portate avanti con costanza, lucidità ed entusiasmo: questo gennaio diverso dagli altri mi suggerisce che la strada su cui mi trovo è quella giusta da seguire, e su cui lavorare per raddrizzarla di più. Non ci sono nuove rivoluzioni, non per quest’anno almeno. Evviva, posso solo lavorare.

Una cosa che non è cambiata è la mia attitudine al condividere: ecco quindi le ragioni per cui ho modificato i miei servizi in vendita.

Cosa facevo prima, cosa faccio ora

Faccio una premessa per chi di voi non mi conosce da molto, o non ha fatto caso a quello che vendevo: fino a dicembre del 2018 sul mio sito comunicavo e promuovevo 3 servizi:

  1. Consulenza di comunicazione
  2. Content marketing
  3. Formazione

Oggi, gennaio 2019, i servizi che vendo e promuovo sono 3.

  1. Piano di comunicazione: un servizio che fornisce una strategia, un piano di contenuti da seguire, alcuni contenuti prodotti in prima persona. Dura almeno 6 mesi.
  2. Progetti per chi viaggia per cibo: sono progetti e contenuti nell’ambito del turismo gastronomico, anche in relazione a TravelWithGusto.
  3. Dubbi esistenziali: consulenze orarie via Skype per risolvere dubbi professionali che tengono bloccati. Dura 1 ora, o anche qualcosa in più.

Uno: semplificare

Facendo il bilancio del 2018, mi sono accorta che i clienti con cui ho lavorato si rivolgevano a me prima di tutto per la parte strategica: chi sono, dove vado, cosa interessa a chi parlo?
La parte più produttiva interessava ad alcuni clienti, sempre meno: quello che mi chiedono è una traccia da seguire e degli obiettivi da raggiungere. Il come lo si trova insieme, come dire, anche a seconda della dimensione dell’azienda.

La maggior parte di quelli che insegnano il business plan spiegano tutti la stessa cosa:

devi pensare a un cliente con cui vorresti lavorare, progettare i servizi e scrivere i testi solo per lui.

Avete tutti ragione, io aggiungo che questo non ha a che fare con la dimensione dell’azienda, ma con la testa di chi la comanda e la coordina: che sia il direttore di un grande gruppo editoriale o la giovane libera professionista che vuole fare il salto, vogliono tutti la stessa cosa: un supporto, pratico e affidabile.
Ci si incontra per la testa, per le ragioni, per il carattere: poi arrivano gli incarichi, i contratti, le fatture.

Per questo non ha molto senso per me tenere più pagine in cui vendo le stesse ragioni ma servizi diversi a diverse aziende. Mi tengo le ragioni e gli obiettivi, il resto si ragiona insieme.

Quindi: semplificare, per questo ho tenuto la sola sales page di piano di comunicazione.

Due: integrare

Un errore che faccio spesso e da sempre è dare messaggi diversi in canali diversi e tenerne aperti più del necessario: c’era il periodo in cui avevo il sito professionale, il foodblog e Medium nello stesso periodo. Un circo, in pratica.

L’anno scorso ho cominciato a fare TravelWithGusto, ne ho parlato sul blog, ma non ce n’era traccia sulle parti statiche del sito.
Stavo ripetendo lo stesso errore: pensare che i clienti conoscano tutti i miei canali e considerare tutti i miei canali come punti di accesso attivi allo stesso modo.

La verità è che chi arriva sul suo sito non è detto che sappia che sei su Instagram, o che chi legge un post su Facebook non sappia che fai anche guide gastronomiche: il mio obiettivo è vendere alle aziende e agli enti del turismo il progetto di TravelWithGusto e collaborare con enti del turismo, camere di commercio e DMO per creare progetti e contenuti per chi viaggia per cibo.
Forse dovrei dirlo dovunque.

Quindi: integrare, e creare una sales page dedicata a progetti per chi viaggia per cibo, aggiornare il chi sono con TravelWithGusto.

Tre: insegnare a fare

A 38 anni credo di aver imparato a non farmi condizionare da guru, consulenti marketing di 20 anni più grandi, consulenti di successo di 15 anni più giovani. Sono chi sono, ho imparato molto con le lezioni degli altri, ho acquisito il mio metodo per migliorarmi, e se non so qualcosa lo dico senza sentirmi in difetto.

L’anno scorso scrivevo da qualche parte:

non è che non sei capace, è che non lo hai mai fatto.

Ci ho pensato molto, moltissimo.
Ci ho messo anni per imparare questa lezione, e sono circondata da persone che di fronte a un dubbio pensano di non essere capaci, invece che dirsi che non lo hanno mai fatto. Sono le persone che mi chiedono corsi di formazione, dai corsi poco sostenibili per un privato, o consulenze perché si sentono bloccati.

Ho pensato: a me piace insegnare e trasmettere l’autonomia e la fiducia. Non voglio insegnare il mio metodo o vendere la mia storia, non voglio essere una consulente che trasmette inadeguatezza a chi la segue per vendere fuffa, non voglio vendere lezioni di coaching, invocare le dee, e metterla sul piano dell’anima: quindi, come posso permettere alle persone di progredire mantenendo la professionalità di cui questo mondo ha (più) bisogno?

Quello che posso fare è supportare chiunque si faccia delle domande professionali aiutandole a rispondere a queste domande, e a fare quella cosa che sono convinti di non saper fare.

Quindi: insegnare a fare, e scrivere una sales page per rispondere a domande pratiche per risolvere dubbi professionali, che nella maggior parte dei casi si trasformano in esistenziali.

Ci vediamo su YouTube

Quest’anno sposterò le mie dirette da Instagram a YouTube, per permettere agli altri di rivederle anche dopo 24 ore e per sperimentare un po’: sto studiando i live con lentezza e fatica, quindi dirlo qui mi mette un po’ di pressione che serve sempre.
Iscrivetevi qui, arrivo presto.

[Photo by rawpixel on Unsplash]

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