Endometriosi: cibo e alimenti che aiutano

L’endometriosi è una patologia ginecologica multifattoriale molto frequente nelle donne in età fertile: solo in Italia coinvolge 3 milioni di donne, e nello stesso tempo è sottodiagnosticata.
Cosa mangiare quando riceviamo la diagnosi di endometriosi? Ne ho parlato con Beatrice Margani, dietista che si occupa di supporto nutrizionale per i pazienti oncologici in collaborazione con un medico oncologo: con lei avevamo già parlato di sindrome premestruale e di come cibo e integratori possono aiutare.

Endometriosi: quali sono i sintomi

Nelle pazienti affette da endometriosi le cellule del rivestimento uterino proliferano dove non dovrebbero, anche al di fuori dell’utero. Le conseguenze sono infiammazione cronica e dolori, che variano a seconda di dove prolifera questo tessuto uterino.

Per capirci: vista la natura del tessuto, parliamo di un tessuto sensibile alla stimolazione ormonale. Provate a immaginare i dolori che derivano durante il ciclo, ma non solo.

A livello terapeutico, le strade sono diverse: una di queste è l’assunzione della pillola, per fermare la proliferazione del tessuto e insieme i sintomi a livello ormonale.

Questi sintomi, e la ricerca di una corretta diagnosi non dovrebbero essere trascurati, perché l’endometriosi può portare a infertilità, aborti spontanei e menopausa precoce: quali sono quindi i segnali d’allarme?

Solo in pochi casi l’endometriosi è asintomatica, per il resto ecco i sintomi principali:

  • Dolore, che può esser invalidante a tal punto da compromettere la qualità della vita. Si percepisce soprattutto in zona pelvica e durante il ciclo. Ci può essere anche dolore intermestruale a livello ovarico. Dolore lombare, dolore durante e dopo i rapporti col partner, dolore all’evacuazione.
  • Sintomi della sindrome dell’intestino irritabile: gonfiore, intestino irregolare, dolore all’evacuazione.
  • Stanchezza cronica

Endometriosi e alimentazione

Esiste una relazione tra dieta ed endometriosi, dimostrata da vari studi. L’alimentazione può infatti:

  • Agire sul sistema immunitario per contrastare la patologia
  • Giocare un ruolo importante per ridurre l’infiammazione
  • Aiutare a diminuire il dolore
  • Diminuire la stanchezza
  • Migliorare la fertilità

Per chi riceve la diagnosi, l’alimentazione sarà quindi improntata soprattutto su:

  • Aumento di cibi antinfiammatori
  • Evitare quelli infiammatori
  • Evitare cibi che contengono ormoni o sostanze che ne mimano l’azione in modo da ridurre gli estrogeni in circolo.

La dieta anti-endometriosi: le indicazioni

Si parla proprio di dieta anti-endometriosi: ecco le principali indicazioni.

  1. Consumare più fibre: frutta, verdura, legumi, cereali integrali: è stato osservato che le donne con alimentazione povera di carne rossa* e grassi saturi in favore di verdure e frutta a grassi polinsaturi hanno minor rischio di sviluppare la patologia.
    * Studio prospettico di coorte condotto su 81.908 partecipanti, che ha riscontrato un aumento del rischio del 56% nelle donne che consumavano più di 2 porzioni al giorno di carne rossa rispetto a coloro che ne consumavano meno di una porzione a settimana.
  2. Non eccedere neanche con le carni bianche, e sempre meglio da animali allevati a terra senza l’uso di farmaci: in generale meglio le carni bianche e magre rispetto a quelle rosse e grasse. Fate attenzione alle carni che acquistiamo: il contenuto in grassi della carne dipende da come l’animale è allevato e nutrito (negli allevamenti intensivi il contenuto è nettamente peggiore rispetto all’allevamento al pascolo).
  3. Ridurre il consumo di alimenti di origine animale in favore di quelli di origine vegetale.
  4. Consumare piccole quantità di latte e derivati: optate piuttosto per latte vegetale (non di soia) e nel caso ricotta di pecora o capra. Più l’animale è piccolo, minore è la quantità di fattori di crescita e ormoni che si ritrovano nel suo latte.
  5. Se poi voglio concedermi qualcosa meglio latticini a basso tenore di grassi.
  6. Bilanciare omega 3 e omega 6. Da questi grassi infatti derivano dei mediatori dell’infiammazione: le prostaglandine, che sono antinfiammatorie se derivano dagli omega 3, e proinfiammatorie se derivano dagli omega 6.
    Il problema della “western diet” è proprio questo: uno sbilanciamento con un rapporto acidi grassi omega 3 – omega 6 di 1 a 13. Per bilanciare bisogna consumare più pesce (salmone, sgombro, sardine), frutta secca e semi oleaginosi in modo da ridurre l’infiammazione.
  7. Diminuire le fonti di omega 6 soprattutto nei cibi pronti/confezionati: merendine, biscotti prodotti da forno.
  8. Avere un buon apporto di nutrienti antinfiammatori e antiossidanti: vitamina A (kiwi), vitamina C (agrumi), vitamina E (olio extravergine di oliva spremuto a freddo), magnesio (verdure). Tanti nutrienti li trovate anche in spezie ed erbe aromatiche (curcuma e zenzero, ma anche prezzemolo, origano, rosmarino basilico).
  9. Assicurarsi sempre di consumare verdure crude. Altra indicazione è quella di usare l’acqua di cottura delle verdure per cuocere carne, pesce o pasta e cereali in modo da recuperare parte di ciò che si disperde nell’acqua.
  10. Evitare gli interferenti endocrini: sono sostanze in grado di interferire col nostro sistema ormonale. Sono presenti naturalmente, o per azione umana negli alimenti: la soia contiene fitoestrogeni, ad esempio, e i pesci di grossa taglia come tonno e spada hanno quantità importanti di mercurio. Per questo motivo, preferite i prodotti conservati in vetro rispetto alla latta e cibo contaminati da pesticidi.
    Il ginseng contiene sostanze simili agli estrogeni e può interferire coi farmaci. Olio di lino e semi di lino hanno buone quantità di fitoestrogeni. Sempre in quest’ottica informarsi prima di assumere integratori o farmaci. Anche gli integratori a base di iperico interferiscono con l’azione della pillola anticoncezionale.
  11. Se ci sono sintomi della sindrome dell’intestino irritabile può essere utile un’alimentazione low fodmap (Fodmap sta per: “Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides and Polyols”, ovvero Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi Fermentabili e Polioli). Ovviamente, è una dieta da seguire con un professionista e non in autonomia.
  12. Bisogna fare attenzione agli zuccheri semplici, ai latticini e al carico glicemico dell’intero pasto o spuntino impostando un’adeguata ripartizione dei carboidrati: i picchi di insulina causano infatti infiammazione. In più livelli alti di insulina sono legati a livelli più bassi di SHBG (globulina legante gli ormoni sessuali) e quindi sono più elevati gli estrogeni liberi.
  13. Assicurarsi un buon apporto di calcio, magnesio e vitamina D. Come fonte di calcio è molto importante anche l’acqua che viene bevuta, questo per evitare la demineralizzazione ossea che alcuni farmaci per l’endometriosi possono indurre. La vitamina D inoltre ha capacità anti proliferative, immunomodulanti e antinfiammatorie ed è fondamentale per la fertilità. I valori suggeriti sono tra 50 e 60ng/ml, da controllare con analisi ematiche.
    Difficilmente si copre il fabbisogno di vitamina D con l’alimentazione, ma è necessaria un’esposizione ai raggi solari (sempre con protezione) che ne stimola la produzione a livello cutaneo, spesso è necessario l’utilizzo di integratori, soprattutto in autunno/inverno.

Ultimo punto, ma forse il più importante: l’alimentazione si deve adeguare ad ogni donna, ai suoi sintomi, alla sua storia clinica ma anche al suo vissuto e alle sue esigenze famigliari-lavorative-sociali.

Infine: anche lo stile di vita gioca un ruolo importante. Stile di vita sano ed attività fisica regolare sono altri punti utili: lo sport favorisce il deposito di calcio nelle ossa, riduce i livelli di estrogeni circolanti e causa il rilascio delle endorfine, antidolorifici naturali.

Per i farmaci e gli integratori da usare, occhio: l‘indicazione deve venire da chi vi sta seguendo dal punto di vista medico o da personale sanitario formato in questa direzione.

Endometriosi: gli alimenti da preferire e quali evitare

E quindi, in pratica, uno schema riassuntivo su cosa preferire e aumentare:

  • Verdure: contengono moltissime fibre, antiossidanti, vitamine e sali minerali e aiutano ad eliminare le scorie dall’organismo (attenzione se soffrite di sindrome dell’intestino irritabile)
  • Cereali integrali: rispetto a quelli raffinati contengono più fibre, proteine e nutrienti. Variate il più possibile tra quelli con e senza glutine
  • Legumi: contengono proteine e carboidrati e fibre (attenzione se soffrite di sindrome dell’intestino irritabile)
  • Frutta: è piena di vitamine e fibre. Preferite però quella meno zuccherina e se ci sono sintomi a livello intestinale va esclusa la stessa frutta che esclude la dieta low fodmap. Si può associare con frutta secca in modo da tenere sotto controllo il picco glicemico
  •  Semi oleosi: per il loro alto contenuto di Omega 3 e ferro, tranne i semi di lino che contengono fitoestrogeni
  • Pesce azzurro e salmone: per il contenuto in omega 3
  • Olio extravergine di oliva spremuto a freddo: contengono grassi e vitamina E
  • Frutta secca: noci, noci pecan, mandorle, anacardi, per omega 3 e sali minerali
  • Avocado

Cosa ridurre:

  • Carne: la carne rossa è da ridurre al minimo, va preferita la carne bianca di origine e allevamento controllato
  • Latticini: sono concessi, ma è bene ridurli al minimo per la presenza di caseina e lattosio
  • Glutine: sebbene non sia da eliminare completamente, è bene ridurlo, variando il più possibile tra cereali naturalmente privi di glutine o usando cereali integrali contenenti glutine. Se non c’è celiachia il glutine non deve essere evitato del tutto.

Cosa eliminare:

  • Alimenti industriali: merendine, patatine, barrette, biscotti, bevande zuccherate, prodotti confezionati.
  • Alcol
  • Ginseng, per la sua azione similormonale
  • Caffeina
  • Prodotti caseari di origine animale di allevamento non controllato: per il loro alto contenuto di ormoni e antibiotici, fattori di crescita, caseine. Consiglio piuttosto latte vegetale o latte e latticini di capra o pecora
  • Prodotti contenenti soia: (salsa di soia, tofu, seitan, edamame) per il loro contenuto di fitoestrogeni
  • Farine bianche e prodotti da forno raffinati, sono da assumere il meno possibile
  • Grassi saturi, che sono indicati nelle etichette
  • Zucchero bianco
  • Dolci altamente zuccherini
  • Avena e segale per il loro alto contenuto di estrogeni

Per approfondire

Se volete saperne di più, ecco alcune letture consigliate dalla dott.ssa Margani.

  • Yamamoto A. et al., “A prospective cohort study of meat and fish consumption and endometriosis risk”, Am J Obstet Gynecol. 2018 Aug.
  • Harris HR et al. “Fruit and vegetable consumption and risk of endometriosis”, Hum Reprod. 2018 Apr
  • Moore JS et al., “Endometriosis in patients with irritable bowel syndrome: Specific symptomatic and demographic profile, and response to the low FODMAP diet”, Aust N Z J Obstet Gynaecol. 2017 Apr.
  • Jurkiewicz-Przondziono J et al., “Influence of diet on the risk of developing endometriosis”, Ginekol Pol. 2017.
  • Cermisoni GC et al., “Vitamin D and Endometrium: A Systematic Review of a Neglected Area of Research”, Int J Mol Sci. 2018 Aug.

[Photo by Elle Hughes on Unsplash]

Iscriviti alla mia newsletter

Vuoi ricevere anche gli articoli del blog?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
Tutti i campi sono obbligatori.