Weekend lungo a Lisbona: cosa vedere e dove mangiare

Ero stata a Lisbona nel 2017, da sola: ci sono tornata a febbraio 2023, col fidanzato, e questo è il resoconto di cosa abbiamo visto e mangiato in un lungo weekend di giorni pieni e splendidi.
Lisbona si è dimostrata una città amabile, anche se molto affollata: se siete mattinieri, avrete modo di godervi alcuni indirizzi con maggiore piacevolezza. C’è il fiume e c’è il mare: il tempo cambia più volte al giorno, l’aria è respirabile, il pesce fresco è sempre disponibile.
È una città dove si cammina molto, e ci si può fermare altrettanto: non solo dai miradouros panoramici per ammirare la città dall’alto. Sembra che ovunque a Lisbona ci sia un intervallo: da una parte la corsa, il futuro, le nuove architetture, e dall’altra la storia, gli azulejos, gli scorci storici.
Lisbona è tregua, o almeno di sicuro lo è stata per noi.

Intanto: quando ero andata a Lisbona nel 2017, avevo scritto un breve post con una mappa, che ho arricchito durante questo viaggio. Magari può esservi utile, lo trovate qui.

Dove mangiare a Lisbona: ristoranti

Cominciamo dai ristoranti più gourmand: quelli che ho prenotato, dove ci siamo seduti con calma, quelli dove andare per una cena da godervi o un’occasione speciale. Sotto trovate anche quelli dove non sono andata ma che ho segnato per la prossima volta: magari ci andate voi e mi dite come sono.
Una nota: in tutti i ristoranti c’è la mancia obbligatoria del 5%. In alcuni casi la trovate inclusa nel conto, in altri la dovete calcolare voi. Fosse per me, la introdurrei anche in Italia: forse così avremmo un servizio migliore e più attento.

  • ANTIGA CAMPIONESA. Chiunque abbia visitato Lisbona, ha sentito parlare di La Taberna da Rua das Flores, una trattoria nel Chiado dove servono cucina portoghese moderna regionale. Ora: se alla Taberna siete costretti a file infinite perché non è possibile prenotare, ecco un’alternativa ugualmente interessante, aperta dallo stesso proprietario della Taberna. Sto parlando dell’Antiga Camponesa, sempre nel Chiado, dove fanno cucina portoghese di mercato e, sorpresa, si può prenotare. Noi abbiamo mangiato cozze col chorizo, una splendida zucca con formaggio, e un merluzzo con broccoli. Una cucina espressa, non molto tecnica, in un locale intimo e informale. Siamo stati bene, con una spesa di circa 30 euro a testa.

  • FOGO. Tra i ristoranti che mi piace provare, ci sono gli spin-off dei ristoranti stellati: stessa proprietà, anima vicina, diversa spesa. In questo caso ho scelto Fogo, dello chef Alexandre Silva, dello stellato Loco: la cucina qui, come suggerisce il nome, è incentrata sul fuoco. Fiamma, fumo, griglia, forno: molta carne, molto pesce. C’è un menu degustazione a 80 euro, alla carta ci sono portate a prezzo finito e altre al chilo (queste ultime, mio timore atavico). Gli ingredienti sono superlativi, e si sente: il mio consiglio è di scegliere piatti che li esaltino nella loro semplicità. Non ci hanno convinto le portate principali per la scelta di servirle con un riso nemmeno troppo tirato alla base, cosa che ha compromesso la fragranza della carne e del polpo. Però ecco: è una cultura gastronomica diversa dalla nostra, non un difetto della cucina.

  • PÁTEO E TABERNA AL BAIRRO DE AVILLEZ. Ho visto per la prima volta Avillez, chef del Belcanto, a Identità Golose, un convegno dedicato alla ristorazione di alto livello, anni fa: ricordo il suo discorso di cucina e marketing, dove il cuoco era prima di tutto imprenditore e dove far quadrare i conti. Anni fa, era tra i pochi a parlarne, ma ricordo che pensai: le scelte concrete significa attenzione a cosa vuole il cliente. Perché può essere splendido cenare alla tavola di uno chef super creativo, ma quanto è più rassicurante un cuoco che mette in bolla cucina, servizio, e domanda? Avillez ha riunito tutti i ristoranti di fascia media in un unico posto, al Bairro de Avillez: qui abbiamo provato Páteo, di pesce, e Taberna, con taglieri e petiscos. Se Páteo ha piatti e porzioni che meritano la visita, la Taberna è un luogo da cui si esce con una soddisfazione tiepida, perché non c’è molto che spicca. Ma ecco: il segreto di Avillez è che non esci mai insoddisfatto, perché c’è sempre qualcosa che ha funzionato. Ecco cosa succede quando la bolla funziona. Prezzi sui 30/40 euro a persona.

Street food e cibi popolari a Lisbona

Ci sono piatti per cui Lisbona viene celebrata e diamine, accade a ragion veduta. Ecco quali e dove gustarli. A proposito di Street Food, so che in molti consigliano il Time Out Market: devo confessarvi che non ha fatto breccia nel mio cuore.

  • CROCCHETTE DI BACCALÀ. Si può vivere di sole crocchette di baccalà? Certo. Qui la ricetta prevede l’aggiunta di patate, e da Casa Portoguesa anche di formaggio: occhio però a dove mangiarle. Casa Portoguesa è un locale che ha diverse insegne a Lisbona, di quelle che strizzano l’occhio per ricreare una tradizione di abitudini e luoghi che di sicuro il marketing manager dell’azienda non ha mai visto. Non è, per dire, un luogo autentico. Noi abbiamo mangiato la nostra crocchetta al Miradouro do Elevador de Santa Justa, dove siamo arrivati non prendendo l’ascensore ma a piedi: alert luogo turistico 200%, ma ecco la verità: noi siamo turisti. Abbiamo pagato i nostri 5 euro a crocchetta (di solito il costo è quasi un quarto) soddisfattissimi: seduti all’interno, riparati dal vento, su comodi divanetti.
  • UN PRANZO DI STREET FOOD. Camminando da Alfama a Chiado, siamo incappati in questo Antiga Wine Bar: un’enoteca con etichette locali e una selezione di piatti poco elaborati ma serviti con un tocco di modernità. Noi abbiamo preso Fish and Chip e crocchette di baccalà: freschi, espressi, goduriosi. Spesa in due: 20 euro.

  • BIFANA. A due passi dalla stazione dei treni Rossio, c’è un bar super popolare con le tovaglie di carta e il menu plastificato: è il Cafè Beira Gare, dove abbiamo mangiato una sontuosa Bifana. Carne di maiale marinata nel vino bianco e aglio, cotta in brodo, ripassata in un intingolo, e servita in un panino imbibito dell’intingolo. Non dico facile da digerire, ma cavolo se era buona. Prezzi super modici.

  • GINJINHA. La ginjinha è il celebre liquore alla ciliegia portoghese: dolciastro, si beve in bicchierini, il bello è gustarlo nei locali storici che servono solo lei, come la Ginjinha Espinheira in Largo de sao domingos. Li riconosci dall’insegna ma forse ancora di più dal suolo colloso all’ingresso, segno di tutte le ginjinhe bevute e cadute. Bevuta di giorno, vi regalerà qualche mezz’ora di risatine alcoliche.

Ristoranti dove sarei voluta andare ma non c’era posto o erano fuori mano

Dove mangiare i migliori Pastéis de Nata a Lisbona

Sono partita con una forte perplessità verso i Pastéis de Nata, quei dolcini con sfoglia e crema all’uovo, di solito serviti con una spolverata di cannella: per me sono come i babà napoletani, cioè fuori dalla loro città non hanno senso di esistere. E quando ero stata a Lisbona nel 2017, forse non ne avevo mangiati di così buoni.
In questo viaggio mi sono ricreduta, quindi ecco la classifica dei 3 pastéis de nata migliori che ho mangiato

  • CASTRO, IN RUA GARRETT (CHIADO)
    Il pastél perfetto, come questo di Castro, ha la sfoglia croccante e poco umida: si amalgama con la crema ma conserva la sua funzione di scrigno burroso. La crema non è troppo dolce e sopra ha una lievissima crosticina che dà un sottile aroma di caramello, ma non di bruciato. Si mangia in uno, massimo due morsi. Non appesantisce.
    Anche qui consigliato da Valentina Stella.
  • PASTÉIS DE BELÉM
    A Belém si va in pellegrinaggio, ma non sempre per motivi religiosi: qui si trova la pasticceria dei Pastéis de Belém, che possono essere chiamati tali solo qui. Li ho inseriti al secondo posto ma avrebbero potuto affiancare quelli di Castro, col plus che qui sono serviti in un luogo storico, con un numero di tavoli inenarrabile. Il posto ha sempre lunghissime code, ma se vi svegliate presto fate come noi: siamo arrivati alle 8.10 e ci siamo seduti con agio e comodità.

  • PASTELARIA SANTO ANTONIO AD ALFAMA
    Di sicuro il locale meno affascinante di tutti, al punto da abbassare di molto le aspettative: invece qui il pastél rimane fragrante e non stucchevole.

Tre musei da non perdere

Quando viaggio, provo sempre a vedere un museo moderno e uno storico: insieme, sanno dire molto dello spirito di un posto.

  • FONDAZIONE CALOUSTE GULBENKIAN
    Per arrivare in questo Museo, serve scendere alla metro São Sebastião e fare una piccola passeggiata: quando vedete il parco, siete arrivati. La fondazione è composta di due edifici ed è la sede di una tra le collezioni private più stupefacenti mai viste: gli interni sono progettati da Carlo Scarpa, i giardini sono aperti al pubblico. La collezione comprende arte persiana, Degas e Monet, ceramiche persiane e turche, René Lalique, porcellane cinesi. In più: nel giardino puoi fare pic-nic, alcune opere hanno un giardino dietro e così i vasi includono la luce tra gli alberi.

  • IL MUSEO ARCHEOLOGICO DO CARMO
    Tutti conoscono il Convento do Carmo, la chiesa gotica senza soffitto con gli archi sospesi. Vale la pena visitare anche il Museo annesso, che comprende reperti dedicati alla storia di Lisbona: libri, sarcofagi, azulejos, statue.

  • MAAT – MUSEO DI ARTE, ARCHITETTURA E TECNOLOGIA
    Vi consiglio il Maat per tre motivi:
    1. Per vedere come si può ripensare un lungomare quando hai una centrale idroelettrica e ottime idee.
    2. Per il lettering delle didascalie e dei pannelli
    3. Per le mostre e il caffè da cui vedete il fiume.

Cosa vedere e come spostarsi a Lisbona

Abbiamo visitato Lisbona con spirito libero e poca programmazione: ci sono dei punti che vi consiglio di visitare come Largo do Carmo, il Miradouro de Santa Luzia e quello di Santa Catarina, il Giardino Botanico a Belém. E poi insieme ai quartieri centrali di Chiado, Baixa, Bairro Alto, Alfama, spingetevi sempre un po’ oltre.

Un consiglio per avere un’infarinatura della storia e della geografia della città è di prendere parte a un walking tour: ce ne sono sia a offerta libera che a pagamento. Noi abbiamo partecipato a un tour di Baixa e Chiado di @magiustountour di Tour Italiano a Lisbona.
Li trovate tutti cercando online o sulla piattaforma Civitatis.

Per spostarvi, ci sono due modi: la Lisboa Card e la tessera verde Viva Viagem. La prima comprende tutti i trasporti, sconti per attrazioni e alcuni musei inclusi: ha senso se volete visitare molti musei e avete in mente di usare molti mezzi.
La seconda costa 0,50ct, e può essere usata per caricarci i biglietti dei trasporti: vi permette di risparmiare rispetto all’acquisto a bordo, che è molto più caro.

E il tram 28? Lasciate perdere, e prendete il tram 12: fa all’incirca lo stesso percorso, e non ha le assurde file chilometriche per salirci sopra. Prendere un tram a Lisbona è diverso da qualsiasi altra città che ho mai visto, perché vi fa tornare indietro nel tempo: alle case stregate dei parchi giochi, ai trenini dalle curve improbabili e dalle salite che non sembravano percorribili. I tram a Lisbona sono uno schiaffo all’ingegneria e alla gravità.

Ma sappiate: servono gambe forti e scarpe comode per visitare Lisbona. È un dedalo di salite e scale, e discese scivolose.

Dove dormire a Lisbona

Noi abbiamo dormito nella guest house Chiado 44, a pochi passi dalla metro Baixa-Chiado: camere piccole, ma letti comodissimi. Ha il difetto di non avere armadi o grandi piani di appoggio, quindi non so se consigliarlo per vacanze di più di tre giorni. Hanno in cantiere un grande piano di ristrutturazione: arriveranno ristorante, piscina e ascensore.

Link utili

Questo articolo di Eleonora di Pain de Route.

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