#RistoKit 5 – Il sito: come e perché

Il sito del ristorante, questo sconosciuto: fatto anni fa, spesso inutilizzabile, mai aggiornato. Prima di parlare con un professionista su come realizzare un sito (lo faremo lunedì), in questa puntata di #RistoKit si parla di quello che il cliente di un locale si aspetta da un sito.

Ne scrive Fabrizio Roych, che scrive talmente poco su questo blog da essere considerato guest blogger: impiegato di giorno, critico gastronomico la notte. Scrive per Cucchiaio.it. È uno degli autori della guida I Cento di Milano, pubblicata da EDT, e della guida di Identità Golose, pubblicata da Mondadori. Insegna a scrivere di cibo durante i corsi di foodwriting di Zandegù.


di Fabrizio Roych

Il sito web del ristorante più che un parco giochi dovrebbe essere un’esposizione. Ci vado perché mi aspetto di trovare informazioni, per comprendere – prima di giudicare o commentare – quel luogo di piacere che mi allieterà la serata. Per le foto d’arte, i percorsi filosofici, i videogiochi di sagacia ho già i miei fornitori. E so già dove reperire le ultime opinioni sull’abilità del cuoco e l’impeccabilità della sala.

Il sito, ecco, dovrebbe essere quell’approdo piacevole e funzionale dove farmi un’idea del locale, dove decidere se quel cibo fa per me, se la sala tutta marmi e candelabri è adatta per la mia serata. E che il sito web mi porti con facilità in loco, una volta convinto. Ci sono alcuni aspetti indispensabili da far rispettare a chi ve lo costruirà. Affidatevi ai professionisti, ma fate caso che ci sia tutto quanto sotto. Compreso il vostro impegno a farlo funzionare, il vostro sito.

DOVE, QUANDO, COSA E QUANTO

Quando cerco un ristorante, voglio sapere il dove, quando, cosa e quanto. Dove si trova, quando è aperto, cosa si mangia e quanto mi costa. Se mi ritrovo a cercare queste informazioni in giro per siti di recensioni o di compagnie telefoniche, il sito del ristorante me lo dimenticherò. E mi perderò quelle bellissime foto, e gli eventi, i corsi di cucina, le nuove trovate della casa. Soprattutto, mi farò dire da altri ciò che dovrebbe stare in casa, caro ristoratore.
Scendendo nel dettaglio, ora che so dove e quando, voglio sapere cosa e quanto. Il menu, insomma, che senza prezzi non conta. Cos’è questo pudore? Qual è il timore? Che il ristorante accanto faccia la guerra dei prezzi, che cali di un euro le scaloppine? Non siete mica benzinai, e anch’io non sono là per fare il pieno. Il menu dovrebbe essere una vetrina, il prezzo mi aiuta a capire se quella sera il vostro è il ristorante che fa per me.

AGGIORNAMENTO VALE PIÙ DI GODIMENTO

Ora, però, purtroppo, darmi queste quattro dritte non basta. Anzi, ora che sono nel tuo sito, ci ritornerò e guai a te se sgarri. Il menu, le aperture e le chiusure straordinarie, le ultime news, devono essere aggiornate. Poco me ne importa che mi faccia animazione, che mi balli il serpentone con i tuoi ultimi post su Facebook, o che mi doni un paio di ricette tue. Non posso arrivare alla tua porta e trovarla chiusa. O peggio, leggerti ancora in ferie e invece la serranda è su e sei là che ti chiedi perché hai fatto due coperti. Se fai il cenone di capodanno, fai bene a metterlo in home page, ma il 2, massimo il 3 gennaio deve scomparire.

PARLA CON ME

Il numero di telefono è indispensabile, via e civico non li dimenticare mai, ma nella pagina dei contatti è ora di mettere la mail. E di tenerla viva, di rispondere a stretto giro. Non serve un ufficio stampa, se non hai da due asterischi Michelin in su. Basta esserci, e continuare il servizio al cliente. Anche a quello professionale, come già si disse. Se sei attivo su Facebook&C., meglio, ma quella è ancora un’altra attività, come già se ne argomentò.

ACCOMPAGNAMI PER STRADA

A proposito di numeri di telefono, vie e civici. Fa piacere anche dal computer di casa, ma sempre più spesso cercherò di telefonarti, o di trovare il percorso per raggiungerti, con telefonini e tablet. Dunque, per queste e per mille altre ragioni, il tuo sito non dovrà essere per nessuna ragione al mondo in Flash. Se no il telefono e la via non riuscirò a copincollarli, mi arrabbierò, e cercherò un’altra tavola per quella sera. Già che siamo in argomento, quando direte al vostro webdesigner “No Flash!”, ditegli anche “Responsivo!”. Vuol dire che si adatta agli schermi degli smartphone, rimpicciolisce le immagini, lascia le informazioni a misura d’uso con un criterio funzionale e estetico. Ormai avete fatto tutto, il menu in pdf lasciatelo pure, ma scrivetelo anche nella pagina. Non costa nulla, e dall’iPhone si fa meno fatica.

Chiuderei ribadendo ancora che non sarà tuo nipote che ne sa, a farti il sito. Va investito un budget, come per la friggitrice. E come la friggitrice, una volta che ce l’hai, la può imparare a usare anche tuo nipote, magari facendogli fare gli aggiornamenti (l’aggiornamento ordinario deve essere facile, alla portata, in autonomia).

Quindi: responsivo e budget! Ci vediamo lunedì, con gli ultimi tre appuntamenti di #Ristokit

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
Tutti i campi sono obbligatori.