Ora, luglio 2019

A giugno ho lavorato troppo, e in genere: ho tirato la corda più del dovuto.
Il bilancio di questi primi sei mesi di lavoro è: va come l’anno scorso, nessun peggioramento o miglioramento, e nemmeno TravelWithGusto sta tanto bene.
Niente di irreparabile o grave: il modo in cui vanno le cose è diventato col tempo una riflessione sul modo di farle meglio, o in maniera diversa.
Anni luce rispetto al periodo in cui la fotografia del presente era una mano tesa alle peggiori fantasie, o un’altalena per far girovagare un po’ di lamenti e sospiri.

Ogni adolescente tormentata teme il momento in cui sarà diventata efficiente e funzionante, ma la donna adulta sa che crescere è in realtà l’unico modo per tornare a essere adolescente. E di godersela con una testa diversa.

Dicevamo: cosa ho fatto a giugno per essere così stanca, ma anche così soddisfatta?
Ecco un elenco, una lista, che spero non venga vista come il momento di autogratificazione spudorato (che in realtà è, ndr) ma come: ecco cosa ho fatto ora, segnale che “è divertente non costa niente” è una frase che non sta bene in nessuna agenda.

Salute & Stress

Ho iniziato questo giugno con uno sfrenato shopping in farmacia con una lista di farmaci lunga 20 metri: dall’anno scorso il mio intestino ha cominciato a manifestarsi nei modi e nei luoghi più bizzarri, da dolori acuti alla dermatite. Ne sono quasi uscita dopo 8 mesi di cure, analisi, cambio dieta, con una diagnosi brillante: stress, unita a una lieve intolleranza a certi alimenti e una conseguente infiammazione della flora batterica.

Come fare a proteggersi dallo stress?
Io ho rinunciato a prevenirlo, a parte camminare e cercare di dormire a orari regolari: ho smesso di fare meditazione, mindfulness, e la prima cosa che faccio al risveglio è controllare lo smartphone perché sono bravissima a entusiasmarmi per i cambiamenti ma ancora di più a dimenticarmi i loro effetti positivi.

Ci vorrebbero 21 giorni per modificare le abitudini, io ci metto prima ad arrivare alla saturazione e poi decellerare: non ho nessun consiglio se non: nel dubbio, evitate le fragole e i formaggi.

Lavori & talk

A giugno ho lavorato a

  • Un progetto di content strategy e Digital PR per un evento legato alla corsa
  • Ho tenuto due giornate di formazione su content marketing e digital PR per la Camera di Commercio di Torino
  • Ho collaborato con un’agenzia per un lavoro di posizionamento e content strategy per un ristorante di Milano
  • Ho scritto un articolo su Torino per una rivista food, che uscirà in autunno
  • Ho finito di scrivere la prima parte di un lavoro autoriale personale che uscirà anche lui in autunno, su cui il livello ansia da prestazione è al 2000%: ma anche quello di soddisfazione, tiè
  • Ho fatto uscire la guida di Genova WithGusto di Myriam Sabolla e stiamo per andare online con il sito in inglese e tre guide tradotte: Roma, Firenze e Siena

  • Ho fatto due call di lavoro per risolvere i dubbi esistenziali
  • Ho cominciato un lavoro di copywriting per una cliente food: mi piace tantissimo
  • Ho chiuso dopo 6 mesi una collaborazione con Silvia, una ragazza di Roma che ho seguito nell’apertura della sua scuola di cucina per il lavoro sui contenuti e sul posizionamento: daje, ora so dove andare a mangiare la cacio e pepe.

E in più:

  • Ho parlato al Food&Wine Tourism Forum organizzato da Roberta Milano al Castello di Grinzane
  • Sono andata in Veneto in giornata da Torino per parlare di TravelWithGusto all’evento Alice nel paese del green a San Donà in Piave, grazie a Francesca Parviero che mi ha introdotto a Patrizia Loiola: ho voluto fare qualcosa di diverso dal solito, ne sono stata molto felice.
  • Ho fatto laureare la mia stagista, Eleni, con una tesi sul turismo gastronomico e l’esperienza dei food tour
  • Ho trascorso 4 giorni in Trentino per un viaggio stampa organizzato dal Consorzio del Trentodoc, ne ho scritto qui.

Si può dare di più?
Ho lavorato tutti i giorni e quasi tutti i weekend, spesso anche la sera.
L’ho fatto perché ne avevo bisogno, perché mi andava di farlo, perché non volevo rinunciare.
Ci sono stati un paio di giorni in cui avevo la nausea, ma tutto sommato ho fatto tutto senza lamentarmi e anzi, con somma gioia.
Ho anche trovato il tempo di uscire e di divertirmi, per compensare le volte in cui ho pensato che il modo in cui lavoro non sia compatibile con una certa visione di vita privata: ma sapete,

tutto si aggiusta nel momento in cui è necessario farlo.
Nel dubbio, continuate a camminare.

Tatuarsi è femmina

Ho preso 16 treni, ho tenuto 0 dirette Instagram e ho fatto il mio terzo tatuaggio: lo ha realizzato Lisa e lo trovate qui insieme alla mia faccia sorridente.

È un tatuaggio di felicità: è il ritratto della leggerezza con cui affronto ogni tipo di corrente.

Perché solo donne?
Ho scelto di farmi tatuare solo da donne: ogni tatuaggio, porta un tratto diverso – anche se non escludo di farmi fare nuovi tatuaggi dalle stesse donne.
Ho scelto di dare potere alle donne dandogli il mio corpo: di dare potere, soldi, creatività a donne che fanno un mestiere in un ambiente ancora maschilista – ma quale ambiente non lo è, mi chiedo.
Non sono solita fare scelte di questo tipo, ma negli ultimi anni ci presto più attenzione: quando si è trattato di segni sul corpo, non ho avuto dubbi.

Il corpo, il nostro corpo, è solo delle donne.

Vacanze & bisogni

Quest’estate mi fermo un po’: Parigi, Romagna, Langhe e Monferrato.
Un po’ da sola un po’ con amici.
Lavorerò anche ad agosto, ma con delle soste.

Non so come andranno i prossimi sei mesi ma so che ho fatto di tutto quest’anno per meritarmi delle vacanze: non sono grandi viaggi perché continuo a investire le risorse in TravelWithGusto, ma sono soste di pace, desiderate, aspettate.
E forse ogni tanto basta questo:

chiederti di cosa hai bisogno, e concedertelo.

 

[Photo by DESIGNECOLOGIST on Unsplash]

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