Cosa mangiare a Parigi in quattro giorni

Non tornavo a Parigi da 3 anni: l’ultima volta che ci sono stata ero stata portata lì senza averlo deciso prima. La persona con cui stavo mi aveva fatto un regalo per il compleanno: era Parigi.
Da lì ho scoperto di amare le sorprese, sapete com’è.

Tutte le altre volte in cui ho visitato Parigi ci sono stata in compagnia di un fidanzato, o di un marito: eh, la città romantica, le farfalle, il burro che rende più felici tutte le unioni.

Stavolta a Parigi era la mia prima volta in solitaria: è stato un viaggio nostalgico, lo confesso, ma anche ricco di incontri. Ho parlato con moltissime persone, soprattutto nei ristoranti che mi hanno resa felice, e come per gli ultimi viaggi anche qui ho incontrato amici locali: ho scoperto che anche da sola Parigi può essere incantevole.
Soprattutto se viaggi per cibo, perché a Parigi si mangia benissimo.

Parigi e i pregiudizi sul cibo a Parigi

Quando sono passata davanti a uno dei diversi Paul mi sono ricordata di quella volta che io e un mio ex non avevamo mai assaggiato i macarons e decidemmo di mangiare i macarons di Paul: “che orrore i macarons”, esclamai.
L’anno dopo mangiai quelli di Pierre Hermé, e Paul muto.

Ci ho pensato molto a Paul, e a tutti quei turisti che non avendo il cibo come passione mangiano dove capita, attratti dalle insegne note, informati da guide dove chi scrive di cibo ne capisce come la sottoscritta di tende coreane: ordini una baguette e mangi un panino che potresti mangiare a Seoul, tanto gli ingredienti sono standard.
E Paul, credetemi, è già un livello oltre: però sì, ci sono ancora molte persone convinte che a Parigi, come a Londra, si mangi in maniera mediocre.

Quattro motivi per cui a Parigi si mangia bene

  1. Qui a Parigi è stata inventata la bistronomia, ossia quella corrente di cucina che fonde materie prime eccelse in locali informali con menu che cambiano quasi ogni giorno per una cucina espressa. Poche preparazioni lunghe e poco stoccaggio, molte padelle, fiamme, e ottime carte dei vini.
  2. A Parigi è nato Le Fooding, una guida e una serie di eventi gastronomici che hanno segnato un modo diverso di fare critica e hanno fissato nuovi parametri per parlare di cibo: hanno aiutato a rendere più accessibile il mondo della ristorazione. Qui c’è un po’ della loro storia.
  3. Qui a Parigi, infine, c’è una domanda che poche città europee hanno di buon cibo e buona cucina: le case sono minuscole e hanno poco spazio per ospitare più persone a cena, chi vive a Parigi vuole godere Parigi e la capacità di spesa è mediamente alta. C’è competizione, ma anche la soddisfazione di chi fa un mestiere sostenibile.
  4. No, c’è ancora un’ultima postilla: qui i cuochi fanno rete, si combinano, si influenzano, fanno impresa. Hanno poco a cuore i giudizi dei critici e molto quello dei clienti. Il personale viene pagato in maniera sensata, c’è una crescita verticale. Si lavora a ritmi folli, ma con pause umane. Ci si confronta, c’è poca grettezza. Ci si ispira, tanto il lavoro non manca a nessuno.
Clamato, Parigi

Cosa mangiare a Parigi in quattro giorni

Qui di seguito trovate i miei consigli su dove mangiare a Parigi in quattro giorni, ma per voi stomaci normali sono consigli che valgono anche per una settimana: io non mi sono risparmiata, perché ero troppo curiosa, perché una volta che visiti le boulangerie di Parigi non ha senso uscire dalle boulangerie di Parigi e così via.

Come sempre trovate anche una mia mappa, dove all’interno ci sono i consigli di questo post, e altre segnalazioni: arrivano dal favoloso mondo di internet, e da Instagram, dove alcuni follower affidabili mi hanno consigliato posti che non ho fatto in tempo a provare.
Ma magari voi sì: se seguite questi consigli, ditemelo con un commento a questo post o facendo una storia e taggandomi su Instagram: sono sempre ben felice di sapere che vi faccio mangiare e bere bene.

In alcuni posti sulla mappa trovate solo i link delle recensioni, leggetele e se vi ispirano, beh, provateli per me.

Dove fare colazione a Parigi

Colazione a Parigi ha un significato diverso dal nostro, o almeno nei posti che vi indico: non bar dove bere una bevanda energizzante a cui accompagnare una pasta o cornetto, ma un panetto di burro attorno a cui far ruotare farina, lievitati e caffè.

La colazione qui è nelle boulangerie: regni della lievitazione dove trovare dolci da pasticceria, baguette, pane con croste che sanno di caffè e di miele, panini farciti, croissant, pain au chocolat. E anche, ma non sempre, caffè.
Io ho preso grande ispirazione dai post di Emanuela Regi su TravelWithGusto, ve li lascio qui.

Quindi, cominciamo.

  • Ten Belles

Nell’XI arrondissement trovate Ten Belles: all’entrata una ventata di odore di crosta di pane, in vetrina lievitati dolci e panini super invitanti. Lo avevo messo in mappa senza un interesse speciale, poi ho assaggiato il loro pane a cena da Le Servan (e poi a pranzo da Clamato): un’epifania. Un pane da cui emerge il forno, il grano, il caramello: pazzesco. Non potevo non venire, e ho fatto bene: servono anche un ottimo specialty coffee. Va bene per la colazione, ma anche per il pranzo.
In foto trovate un mio pranzo feat il Cinnamon Bun de Le petit Grain, la boulangerie dove mi ha portato la mia amica Chiaretta.

Ten Belles
Dove: 17-19 Rue Breguet, 75011 Paris, Francia

  • Du Pain et des Idées

Vicino il Canal Saint Martin c’è la boulangerie più incredibile in cui sia mai stata: l’odore di burro fragrante si sente da fuori, e avrete modo di sentirlo per un po’ visto che qui c’è sempre un po’ di fila. Quando sono entrata, ero stordita: cosa scelgo? Sono andata sul classico: la loro escargot cioccolato e pistacchio e un pain au chocolat al doppio burro. Mi hanno fatto ricordare che quando qualcuno prepara il cibo con la testa è in grado di costruire nuovi parametri di riferimento: la loro sfoglia è delicata, dalle mille sfumature, mai greve. Un capolavoro.

Du Pain et des Idées
34 Rue Yves Toudic, 75010 Paris, Francia

  • Boulangerie Utopie

Poche parole se non: andate e prendete il cinnamon bun. Poi tornate per il pane, e infine per i dolci.
Un mix di pasticceria tradizionale e panificazione creativa che crea prodotti buonissimi. Loro sono un po’ sbrigativi, e di sicuro noi viaggiatori rimaniamo imbambolati da cotanta gloria.

Boulangerie Utopie
20 Rue Jean-Pierre Timbaud, 75011 Paris, Francia

  • Chocolat Alain Ducasse

Non è un indirizzo per la colazione ma un luogo dove rifarsi il palato rispetto al cioccolato: qui Ducasse lavora le fave di cacao e realizza tavolette di cioccolato con materie prime incredibili, rare, e combinazioni poco mainstream. Qui ho assaggiato il loro Java, un cioccolato vulcanico dal sentore affumicato mai immaginato prima. Le tavolette costano dai 7€ in su, ben spesi

Chocolat Alain Ducasse
40 Rue de la Roquette, 75011 Paris, Francia

 

Dove fare pranzo o cena a Parigi

È vero: vista la qualità e la diffusione delle boulangerie a Parigi potete cavarvela con un panino e essere contenti per il resto della giornata. Ma io ero qui in esplorazione della nuova bistronomia, e ho voluto assaggiare alcuni indirizzi che amici del posto o guide fidate mi avevano segnalato. Alcuni di questi indirizzi sono aperti sia a pranzo che a cena, altri no: controllate gli orari, e una volta che li avete inquadrati, andate senza esitazioni.
Vi lascio i 4 ristoranti che mi sono rimasti nel cuore e sui fianchi.

  • Le Servan

Ci sono due donne alla guida di questo neo-bistrot, Katia and Tatiana Levha: sapori francesi e asiatici si fondono per dare vita a una cucina vigorosa, vibrante e che si fa ricordare. Sedetevi al bancone e non fatevi sfuggire la carne, di qualsiasi tipo: qui ho mangiato la cotenna di maiale che mi ha riportato nello stesso tempo in Sardegna e a Bangkok. Il servizio è informale, i vini bianchi serviti caldi, il caos sonoro impera ma tutto va in secondo piano al primo assaggio.
Conto: 40€ per menu completo (entrée, plat, dessert) e 2 bicchieri di vino.

Le Servan
32 Rue Saint-Maur, 75011 Paris, Francia

  • Clamato

Pesce, pesce, pesce: molluschi crudi, granchio, ceviche. Pescato del giorno, ostriche selvagge, poca lavorazione e quando c’è esalta e accompagna il sapido senza sovrastarlo. È un locale dove essere felici, perché è bello come solo i francesi sanno esserlo, perché il personale è gentile e sa spiegarti come mangiare il granchio anche se non lo ha mai fatto, perché è in una delle strade con i negozi più esaltanti di Parigi. La famiglia è la stessa di Septime.
Conto: 46,50€ per un plateau di molluschi crudi, un granchio, ceviche, 1 bicchiere di vino e caffè

Clamato
80 Rue de Charonne, 75011 Paris, Francia

  • Le Cheval d’or

Sono partita dall’Italia per assaggiare una nuova cucina asiatica e qui ho trovato il mio piccolo paradiso: tartare di vitello con salsa di tamarindo, zucchine trombetta e granchio, un riso glutinoso al pollo avvolto in foglie di banano che è stato il migliore unboxing della mia vita.
Ingredienti freschi per combinazioni sorprendenti: l’apoteosi dell’umami, nel senso migliore del termine.
Tenetevi uno spazio per il dolce, perché se c’è il sorbetto al cocco non volete perderlo.
Conto: 60€ con 3 piatti, 1 dolce e 2 bicchieri di vino: a voi persone normali bastano anche 2 piatti.

Le Cheval d’or
18 Rue des Panoyaux, 75020 Paris, Francia

  • Boutique yam’Tcha

Uno spazio dalla calma giapponese farcito di bao e di ottimi tè: ecco la Boutique yam’Tcha, figlio del glorioso ristorante Yam’tcha. Qui fanno 3 cose: dumpling di carne o vegetariani, bao con combinazioni strepitose, e alcuni appetizer.
L’asaggio dei loro bao con Stilton e amarene è valsa la passeggiata, e varrebbe pure il biglietto aereo per tornarci.
Conto: 26€ per 2 tè, 2 bao, 1 porzione di dumpling.

Boutique yam’Tcha
4 Rue Sauval, 75001 Paris, Francia

La mappa di dove mangiare a Parigi

Ecco la mappa di dove mangiare a Parigi con i consigli di questo post e altri arrivati dalla rete. Buon viaggio!

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