Moonshot, o della Foodie Geek Dinner di Bari

Qualche giorno fa ho sentito per la prima volta, da Riccardo Luna, l’espressione Moonshot: la parola, che viene dall’allunaggio, indica cose incredibili fatte dagli uomini, e l’attività di «seguire sogni apparentemente impossibili».

È lei, ho pensato. È questa la parola che cercavo da tanto tempo per descrivere la Foodie Geek Dinner, e in genere la mia attitudine alla vita. Io e Francesca non siamo arrivate sulla Luna, ma siamo partite da una città e da una birra e abbiamo creduto che un sogno fosse possibile, e ci abbiamo provato.

La domanda che a Bari, il 18 ottobre scorso, durante la tappa pugliese della FGD, ci hanno fatto più spesso è stata: come è nata la FGD?  Molti ci hanno detto: sai, io vorrei organizzare qualcosa di simile, ma mi prenderebbero per matta. Quello che abbiamo risposto è stato: parti da un sogno piccolo, e lavora. Un passo alla volta, niente sarà mai perfetto, ma se è quello che ti piace, non ha senso metterlo via.

La tappa di Bari all’inizio è stata difficile: la prima volta con una logistica così complicata perché lontanissime da casa, in una regione e una città che non conoscevamo benissimo, partito lentamente rispetto agli altri eventi – anche se alla fine è stata la tappa dove più di tutti le persone ci hanno aperto il cuore. In mezzo, stravolgimenti di vita, di case, di futuri.

Nel mentre la voglia di far stare bene le persone, di accoglierle, di nutrirle: la FGD non è una cena, ma è un evento dove le persone giocano col food, chiacchierano in un clima informale, mangiano del cibo buono, stanno bene.

Tutto questo va creato, e per farlo tocca:

1. Trovare collaboratori che lavorino bene e che abbiano cura per le cose. Noi abbiamo trovato il team del Frulez, e non poteva esserci scelta più felice

2. Immaginare un tema che sia coinvolgente, e abbiamo scelto Un insolito street food visti i menu direi che è piaciuto :-)

3. Creare piccole attività che permettano di fare gruppo, e che siano sorprendenti: abbiamo pensato a un angolo tatuaggi – ad acqua – che ognuno potesse farsi, e per lenire il dolore abbiamo disposto dei Chamallows Haribo che i partecipanti hanno gustato un po’ come alle giostre.

4. Creare uno spazio unico per quella sera, che lasci un ricordo alle persone, che dica “ei, questa è una sera speciale per te”: ecco che il Frulez con Cirio ha creato cuori fluttuanti, piantine in vasi rossi e blu, e sparso un po’ d’amore tra le mura del locale.

5. Collaborare con aziende che abbiano voglia di comunicare in questo modo: social, informale, ironico. Grazie a Cirio, Visto Che Buono, Lavazza, Ford, Salumificio Santoro, Haribo, Gribaudo, Guardini, Tablecloths, Tucano, Ferrarelle, Agricole Vallone. Grazie ai Web Media Partner della serata: Instagramers Puglia e Gnammo.

Qui potete vedere quasi tutte le foto, e a breve pubblicheremo un video del nostro Street Food Tour con Ford e #tourneoexperience (sì, quello in cui commentavate: ma state sempre a magnà? #èperlavoro).

E ora? Ora questa domenica ci trovate al Salone del Gusto alle 17 al Caffè Letterario insieme agli Gnam Box per un incontro dal titolo “Dal foodblog all’invito a cena. E viceversa”: noi parleremo proprio della Foodie Geek Dinner, se avete domande o curiosità vi aspettiamo!

E poi ancora? Il 27 novembre torniamo a Torino, ma questa è un’altra storia. Anzi no, è la storia di Torino-Luna andata e ritorno.

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