Cosa mangiare, vedere e comprare a Kyoto

Di Kyoto mi sono piaciuti i dintorni: la calma che c’è fuori dal centro, il silenzio dei templi, i trenini piccoli e veloci il giusto.
Vorrei tornare a Kyoto in un momento meno turistico: quando ci sono stata era nel cuore della Golden Week, e la città era strapiena.

C’è che Kyoto ti permette di fuggire dalla folla in maniera eclatante: basta cercare un tempio poco frequentato, una sala da tè, un negozio di abiti di cotone, e subito si abbassa il volume del mondo. È un silenzio diverso da quello di Tokyo: è più materiale, forse perché qui puoi toccare da vicino quello che c’è di più sacro.

Quindi: dove mangiare a Kyoto? Rispetto a Tokyo, sarà un post più breve: ho trascorso a Kyoto tre giorni di cui uno a Uji per fare il tour del Matcha. Vi lascio come sempre la mappa, con i luoghi che ho visitato e gli appunti presi prima del viaggio.

La mappa: Kyoto (food) story

Ecco quindi la mappa commestibile di Kyoto, con anche alcuni spot da vedere. La legenda è la stessa della mappa di Tokyo.

I templi da non perdere

Sono una persona terribile se vi dico di andare a vedere i miei post su Instagram sul Fushimi Inari e il Matsunoo Taisha Shrine?

Una delle cose più incredibili che ho fatto in Giappone è stato arrivare in cima al Fushimi Inari: 4km, 230 metri sopra al livello del mare, centinaia di torii rossi, mille raggi di sole, miliardi di scalini. Ogni tanto uscivo dal percorso e lo guardavo da fuori, pensando: ma chi è quel matto che ha pensato di depositare tonnellate di magia qui su questo pezzo di terra, grazie. Una delle cose più incredibili che ho fatto è non fermarmi, quel giorno. Non fermarmi ieri, non pensarci nemmeno per scherzo oggi. Ogni tanto scherzo sull’età, e anche se mi capita di fare dei conti in avanti accarezzo quello che ho e dico che questi 38 anni sono serviti a molto: anche a portarmi lì sopra. . . . . . . . #Giappone #VisitJapan #Ioviaggiodasola #Japan #VisitJapan #girlborntotravel #wearetravelgirls #athomeintheworld #MariclerInGiappone #passionpassport #japantrip #searchwandercollect #visitjpn #visitjapanjp #instagramjapan #japanstories #fushimiinari

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Spoiler: sì, ma lì ho fermato più sensazioni di quante ne possa replicare qui.
Sono i due templi che per motivi diversi mi hanno regalato una pausa dalla folla, dal desiderio di fuga. Che mi hanno invitata a proseguire, a scalare, ad andare avanti.
In ogni senso.

Dove mangiare a Kyoto

Ecco la selezione dei pasti più buoni della città, quelli che meritano il viaggio.

Colazione con specialty coffee da Sentido

Qui ho fatto colazione due volte, e qui ho bevuto un caffè del Burundi eccezionale.
Insieme al banana bread, è una colazione cara – 900yen, circa 7 euro.
Ma la pace del posto, i fiori sul tavolino e la gentilezza del personale valgono la visita.
〒604-8187 Kyoto Prefecture, Kyoto, 中京区笹屋町445

Merenda pop da Gion Tsujiri

Dopo una fila di 30 minuti, ho salito le scale ripide del Gion Tsujiri per essere catapultata in una sorta di Peach Pit a tema Matcha: più classico ma con una scelta di dolci e bevande da richiamare più l’attuale Starbucks che l’antico Giappone. Qui ho assaggiato una coppa in cui il matcha era il comune denominatore tra parfait, gelato, palline morbide di varia natura e vaniglia: per accompagnarlo, un bicchierone di matcha zuccherato freddo.
Un locale dove venire ad affogare le amarezze.
〒605-0074 Kyoto Prefecture, Kyoto, Higashiyama Ward, 四条通祇園町南側573-3

Merenda unica da Kagizen

Se mi avessero detto che un giorno qualcuno mi avrebbe servito dei noodles freddi dentro una ciotola laccata da pucciare in uno sciroppo di zucchero di canna, avrei riso molto. E invece è successo, qui da Kagizen, dove ho parlato a lungo con una signora giapponese che aveva vissuto l’adolescenza in Sudamerica: lei parlava in spagnolo, io in italiano, entrambe sorbivamo i nostri noodles con grandi risucchi. Qui ho bevuto un matcha non zuccherato, che aveva il sapore del sasso quando la terra è umida.
Kyoto Prefecture, Kyoto, Higashiyama Ward, Gionmachi Kitagawa, 264

Il tè come da cerimonia da Ippodo

Non potevo mancare Ippodo, un negozio storico di tè di ottima qualità con anche la sala da tè: qui ho bevuto del gyokuro, un tè verde molto rinomato, accompagnato da un pasticcino wagashi delizioso. Il consiglio è quello di sedersi al bancone per assistere alla loro preparazione del matcha.
〒604-0915 Kyoto Prefecture, Kyoto, Nakagyo Ward, Tokiwagicho, 52

Ramen infuocati da Kyoto Gogyo

Mi avevano parlato di un ristorante di ramen dove il brodo veniva bruciato: a pochi metri dai fornelli ho scoperto che non era un modo di dire. Il brodo viene flambato con una fiamma altissima, pochi secondi che rendono il brodo affumicato, un filo acre: si esalta il lato sapido dei ramen, col risultato di una cena carica di gusto e una nottata a bere per compensare.
452 Jumonjicho Yanaginobamba-dori Takoyakushi Sagaru, Nakagyo-ku, Kyoto 604-8121,

Cena obanzai da Kyoya Kyomizu

Di questa cena potrei parlare per anni: sono arrivata qui con Gabriele e la sua ragazza – Gabriele è il figlio di Rossana, conosciuta su Instagram -, e Junko, una loro amica storica. Una cena tra sconosciuti, in un locale con una cucina “di casa” – obanzai, appunto -, dove sedere a terra a gambe incrociate. Qui ho scoperto lo yuzu kosho, la salsina fermentata di peperoncino, yuzu e sale con cui ho tormentato chiunque, cercandola in ogni supermercato. Qui ho mangiato il sashimi più buono del mondo. Qui sono stata molto felice.
〒605-0083 Kyoto Prefecture, Kyoto, 東山区新橋通花見小路東入ル2丁目 橋本町416

Yakitori e la patata al burro più buona del mondo

Di Torito devi sapere tre cose:

  1. Servono ogni parte del pollo grigliato, dalle ventraglie ai nervetti
  2. Preparano lo struzzo, ed è eccezionale
  3. Servono la patata al burro più buona del mondo: soffice ma con la buccia grigliata, con sopra una noce di burro che si scioglie al calore della patata. Il tutto è appoggiato su una cialda di riso che accoglie il burro colante, e alla fine ti sciogli pure tu.

〒604-8144 Kyoto Prefecture, Kyoto, Nakagyo Ward, Motohonenjicho, 683

Il ritorno

Quando sono rientrata a Tokyo, ho preso lo Shinkasen dopo aver comprato un bento: mentre mangiavo il riso con frittata pensavo che in effetti stavo addentando la versione giapponese del nostro panino con la frittata.
Al mio fianco c’era uno studente di medicina, che mi ha raccontato quanto sia difficile in Giappone “to stand out”, uscire dai canoni. E quanto essere fedele agli amici e ai colleghi sia fondamentale: se fai qualcosa di diverso, o se sei asociale, qui hai vita complicata.

Forse questo conformismo è quello che ci rassicura così tanto, noi che siamo turisti e che cerchiamo le idee prima dei posti. Oppure, forse è quello che emerge in maniera bizzarra da una cultura che viene disabituata a esprimersi che ci attrae così tanto.

O, credo, è una meraviglia omogenea che prende forma: è quello che non riusciamo a spiegarci, è quello che in pochi provano a svelare, è una mistura che non punge mai, e che si chiama Giappone.

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