#BeautyIs: la mia idea di bellezza per Dove

No, non vi sto confondendo le idee: questo resta un blog di food, ma oggi vi parlo di bellezza, che col cibo c’entra tantissimo. Sarà un post randomico, di risacca e di rugiada, perché parlare di bellezza è parlare delle cose che mutano, che ci toccano e ci lasciano, che accogliamo e rilasciamo.

Parlo di bellezza citando Dove, che negli ultimi anni ha incentrato sul concetto di Bellezza Autentica tutte le sue campagne, realizzando dei video che molte di noi abbiamo condiviso pensando: ecco, è esattamente così.

Ho 34 anni, e oggi mi vedo bella: non sempre, non tutti i giorni, ma se mi guardo allo specchio ora riesco a vedere esattamente me, e a farmi piacere quello che vedo. A 18 anni ero bellissima, o bruttissima, e il mio sguardo era il filtro che mi conduceva a una visione felice di me o mi gettava nello sconforto: il mio aspetto mutava a seconda del mio umore, delle aspettative, dell’attenzione degli altri.

Oggi se cammino per strada sono pochi gli uomini che si girano rispetto a quando avevo 22 anni, ed ero molto più appariscente: vedersi era farmi vedere, e la mia idea di bellezza era fatta di ballerine rosse, capelli lunghi, pantaloni maschili. Era tutta esteriore.

A 22 anni mangiavo quello che capitava, scongelavo la carne di maiale che mia madre mi mandava da Salerno, bevevo moltissimo e non mangiavo mai fuori casa.

Sono sempre stata “quella strana”, scegliendo capi d’abbigliamento eccentrici, trucchi inusuali: sempre sopra le righe, spesso a disagio, in un corpo che non ho sempre amato. Non ho mai avuto un corpo invisibile, esile, neutro: dai 16 anni in poi mi sono assestata sulla morbidezza, conservando il sedere da ragazzino e sviluppando un decolletè da matrona.

Ogni tanto ho odiato questi eccessi, ma ho sempre voluto prendermi cura di me: da quando sono teenager uso creme, sieri, tonici e tutto quello che posso per nutrire la mia pelle e tenerla idratata, fresca, e pulita. La bellezza era qualcosa da inseguire, ma anche qualcosa che già avevo.

Dai 27 anni in su ho cambiato modo di vedere il cibo, che per me ora è cultura, ricerca, nutrimento, ed estremo piacere: sì, ho fatto pace con tutto ciò che è commestibile sulla faccia della terra, e questo percorso di pacificazione corre parallelo al modo in cui è cambiata la mia idea di bellezza.

La bellezza, per me, è quello che già c’è: è il naso che abbiamo, è la verdura che cresce nell’orto, è la morbidezza che nasce dai piaceri, è la bellezza di sentirsi bene truccandosi, mangiando, e godendo di quello che amiamo.

La bellezza è capire qual è il nostro gusto, e riconoscerlo, assecondarlo, nutrirlo.
Serve un cerotto per migliorare la nostra bellezza? No, La bellezza è uno stato mentale, e anche gustativo: nella foto vedete degli spaghetti di riso, che non sono perfetti eppure sono buonissimi. E no, non desidero nient’altro che essere felice per quello che mangio e che sono.

Per me #BeautyIs: saper riconoscere le diverse forme della bellezza, e gioire per tutte. 

E voi: qual è la vostra idea di bellezza?

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C'è Un commento

  1. Mi è piaciuto tanto questo post. Se a 18 anni avessi saputo come mi sarei sentita a 31, avrei pregato per arrivarci! Ma forse è giusto così, che ogni età abbia le sue tappe verso la consapevolezza di chi siamo, dentro e fuori. Mi rattrista pensare che per molti non è così.

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