Ora, giugno 2018

Tra un anno racconterò degli ultimi mesi lavorativi, che davvero non somigliano a niente di quello che ho vissuto: ci sono cose che vanno raccontate in prospettiva, e sono anche curiosa di sapere come va a finire.

Ma ora, come va?

Hashtag sul marketing: #AskMaricler

Da metà febbraio tengo una diretta ogni due settimane, su Instagram: parlo di lavoro, con consigli utili per aziende e freelance. Ho aperto questo canale per portare il mio lato professionale anche su Instagram, ogni tanto però mi dimentico di raccontare cosa faccio lì: un giorno metterò insieme tutti i miei pezzi, ma quel che sto capendo in questo mesi è che non esiste un set definitivo di messaggi e opportunità.
Quando hai definito il tuo piano, c’è qualcosa da aggiungere, sempre, e qualcosa da levare: pace così, sorella.

Dicevamo: su Instagram tengo questa diretta, molto seguita e con tantissime persone che poi mi mandano le foto degli appunti che prendono durante la diretta.

È difficile trovare sempre un tema che sia utile, e ogni volta alzo l’asticella (ndr di sicuro nella prossima mostrerò il mio bagno, smentendomi del tutto). Parlare in video mi piace tantissimo, mi sono snodata con le stories, e le dirette mi danno anche qualcosa in più.

Anticipo la diretta qualche giorno prima, sempre su Instagram, per raccogliere eventuali domande.

Dopo che la diretta è terminata, pubblico sempre una foto della mia faccia con il riassunto di quello che ho detto. Mi piace che i selfie non siano a caso, è un modo per portare il mio viso e un’impronta umana in un canale dando un senso. Mi piace associare la mia faccia al mio cervello, e certo, mi piace anche sentirmi dire che sono bella.
Tutte le foto e tutti i riassunti li trovate su Instagram cercando #AskMaricler.

Hashtag sulla città: #BoomTorino

Chi mi conosce, sa che sono un’entusiasta, e sa anche che quando mi sono trasferita qui a Torino non è stato facile. Sono poi rimasta a vivere qui perché questa città mi ha nutrito e fatta sentire a casa. Ho un vero amore per Torino, anche ora che questa città si sta spegnendo.

Insieme all’amore, ho ancora una sana antipatia per quell’understatement torinese che invoca la modestia per ovviare al non sapersi comunicare: una città come questa dovrebbe vantarsi, e oganizzarsi per far sapere cosa fa, in termini di eventi, prodotti, luoghi. Invece spesso si lavora a bassa voce e fra i local, anche se non sono competenti, o comunque con l’obiettivo di tenersi un po’ le cose per sé.
Se fossi Torino, io vorrei fama, soldi e successo, e direi a tutti chi sono, con entusiasmo.

Ed è l’entusiasmo la chiave con cui ho proposto di usare #BoomTorino per taggare le foto di Torino per raccontare con gioia questa città, per mostrarla, per raccontarla senza nascondersi. Ci sono anche le stories: se fai una stories, taggala con #BoomTorino e menzionami. Le ricondivido tutte nel mio profilo sulle stories in evidenza dove ne ho creata una dedicata alla città.
Torino è una città che merita di essere condivisa, sbattiamoci tutti per farlo.
Trovate tutte le foto di chi sta già usando l’hashtag cercando #boomTorino su Instagram.

PS. All’inizio avevo scelto l’hashtag #WowTorino, che poi ho cambiato perché esisteva un libro con questo titolo cinque anni fa. Potete leggere le riflessioni su questo direttamente nella foto del primo giorno e nei commenti.

Un libro che non c’è

A febbraio avevo scritto di un libro che riguardava delle storie di cibo: non scriverò quel libro, perché non ho trovato aziende che sponsorizzassero il progetto.

Trovare sponsor è un lavoro lungo e frustrante: mi sono trovata a farlo diverse volte negli ultimi anni, per progetti miei o altrui. La parte più difficile è mollare il colpo, soprattutto quando sei convinta della bontà del progetto: dalla mia parte ho buoni contatti con aziende e agenzie, ma il budget degli ultimi anni in investimenti in attività di comunicazione è impazzito.

Munchies

Tra le altre cose ho ripreso a scrivere per il web, e ho scelto di farlo per Munchies, il sito food di Vice. In questo momento Munchies è la voce che più di tutti sa parlare di cibo in maniera democratica, a tutti, ed è l’aspetto che mi ha spinto a sceglierli: basta cibo per critici, basta critici che non sanno stare al mondo, basta comunità chiuse, basta il non saper comunicare.
Gli articoli che ho scritto li trovate tutti qui.

Facebook e altri confronti

Oggi leggevo l’intervista a Enrica e Ivan sul blog di Vudio, molto bella: c’è questo passaggio in cui dicono

Con gli addetti ai lavori non abbiamo un grosso confronto, è un punto di vista che non cerchiamo attivamente perché ci distrae parecchio

Quanta saggezza.
Nell’ultimo mese ho fatto una gran pulizia: ho disinstallato Facebook, ho silenziato un sacco di persone, ho scelto di non ascoltare l’ansia di tutte le persone del marketing che parlano solo di marketing e che credono che il marketing sia l’unica cosa del mondo che interessa ascoltare ad altre persone del marketing.

Ho capito che stare da sola, seguendo la mia strada, è la cosa migliore che posso fare, quella che funziona di più per me.
E che meno ascolto gli altri, meno sarò distratta dall’unica cosa che conta: assecondarmi.

Oh, ma questo nuovo progetto?

Sono mesi che a spizzichi e bocconi parlo a qualcuno del mio nuovo progetto: l’ho raccontato a pochissime persone nella sua interezza, per scaramanzia, anche perché devo crederci anche io per bene.

Come vedete dai miei post del blog, riguardano più i viaggi e il cibo e meno il marketing in senso stretto: ha un senso, ed è legato a quello che vedrà la luce nei prossimi mesi.

Intanto ho appena rinunciato al budget delle mie vacanze estive per investire sul sito del progetto, per cui: se mi invitate in vacanza, vi racconterò tutto.

Il consiglio del mese

Qualche settimana fa mi sono fatta leggere i tarocchi da Clara, un’esperienza che vi consiglio molto: una lettura realistica, fatta con garbo e ricca di spunti.
Clara mi ha dato un consiglio che avevo proprio bisogno di sentire, magari anche voi:

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