In cosa ho investito nel 2017

I bilanci si fanno a dicembre, o a gennaio, però ha ragione mia madre che mi ha sempre chiamato “frettella”, indicando la mia nota di impazienza: facciamo allora che non vi mostro il mio bilancio, ma i miei investimenti di quest’anno.

In cosa ho speso i soldi che ho guadagnato, quindi, per rispondere insieme a qualche domanda su soldi, equilibrio, indipendenza, sussistenza.

La base

Tra il 2015 e il 2016 ho chiesto due finanziamenti in banca per un totale di circa 8.000€, che sto pagando ancora ora: dovevo coprire delle spese e non avevo abbastanza soldi per farlo, così ho chiesto un prestito.
Cosa sarebbe successo se la banca avesse detto di no? Non riesco a immaginarlo, ed è una delle leve per cui continuo a lavorare moltissimo per guadagnare di più e avere sempre dei soldi da parte: non si tratta solo di essere indipendente al 100%, e di coprire le spese di base – affitto, bollette, mezzi, cibo.

Non tutti diventano adulti nello stesso momento o con la stessa facilità: che si tratti di maturità emotiva o finanziaria, ognuno ha il suo vissuto che rende la strada soleggiata o mangiata viva dalla brace.
Quello che erigi – una famiglia, una casa, una libreria piena di scarpe – è composto di quello che di te è andato avanti perché voleva andare avanti: l’indipendenza economica significa darsi la possibilità di crescere, di dimenticare, di aggiustare, di costruirsi così come ci si vede oggi e non più come eravamo ieri.

Eh che esagerazione, direte.
Sì, di sicuro io ho una visione abbastanza sismica della vita, in cui anche le azioni più semplici sono leggibili come battaglie: i soldi per me non sono solo soldi, ma sono il modo in cui fai pace con chi sei ora e con chi vuoi essere domani.

Quindi: finché non sei indipendente, ti stai solo spacciando per adulto.

Le spese di lavoro

Quando mi sono rimessa in proprio a febbraio di quest’anno, mi sono anche stancata di fare il ciabattino con le scarpe rotte: parlo ai clienti di come presentarsi online per essere riconosciuti e lo facevo con un pc scassato, un blog e un sito che non si parlavano, e un grande affanno.

Quindi:

  • Ho dato via il mio vecchio Asus e ho comprato un MacBook Pro da 13’’, in noleggio: ho scelto il noleggio invece che il leasing perché c’era una buona offerta e diversi vantaggi, ho impiegato almeno un mese per prendere confidenza col Mac e le prime riunioni sono state molto buffe.
  • Sito, foto, logo: le persone non capivano che lavoro facessi, molti credevano che lavorassi come blogger, avevo bisogno di spiegarlo per bene. Ho quindi investito nel mio branding, come l’ho fatto l’ho spiegato in questo post.
  • Lavoro da casa, e ne sono felice: da quando mi sono trasferita nell’appartamento dove vivo ora, lavoro nel mio studio, che ha un divano, una libreria, una scrivania e un tappeto peloso. Ho sempre lavorato su una sedia Ikea, finché Ivan non mi ha convinto ad acquistare una sedia da ufficio: l’ho presa qui, ha impiegato un mese per arrivare, sto risparmiando in visite dall’osteopata.
  • Come fai a fare tutto? Non faccio tutto da sola: da qualche mese ho una collaboratrice, Veronica, che mi alleggerisce il lavoro con alcuni clienti. Senza, non so come farei. Ho valutato il tempo che avrei impiegato a fare il lavoro che lei esegue, l’ho quantificato e ho compreso che quel tempo sarebbe stato in perdita: l’ho quindi lasciato gestire a lei, per potermi dedicare ad attività fatturabili.
  • Non lavoro senza musica, senza archivio, senza possibilità di programmare le mail: attualmente pago Spotify, Dropbox e Boomerang con molta gioia. Da qualche mese pago anche 1Password, perché non ne ricordo mai una.
  • La formazione quest’anno l’ho dedicata tutta alla scrittura e ai corsi di Zandegù: ho seguito un corso sulla struttura delle storie con Elena Varvello, a breve seguirò quello sulla non fiction con Giulio d’Antona.

L’equilibrio

Per rimettere in forma il corpo hai bisogno di due cose: del corpo, e della mente.
Quest’anno ho deciso di allenarle entrambe, per diventare ancora più forte di quello che sono.

  • Una volta alla settimana vado a fare allenamento da un personal trainer, Alessandro.
  • Sto seguendo un procotollo mindfullness che si chiama MBSR, si concluderà la prossima domenica con un ritiro tra le montagne piemontesi, ed è stata una delle scelte più felici mai fatte: tra le altre cose, mi ha restituito il senso di lavorare in gruppo.
  • Ho cominciato un percorso con una psicologa, Sonia, che amo, amo, amo: ho cominciato dopo che un giorno mi trovavo in stazione, a Torino, a Porta Nuova, e non sapevo più come uscirne. Ero a pezzi, e avevo bisogno di aiuto. Ho trovato lei, che mi sta restituendo gli strumenti per stare bene oggi, e in futuro.
  • Sono a dieta da maggio, ho perso 8 chili, lei è Rossana, mi visita una volta ogni mese e mezzo circa. Ho raccontato della mia dieta qui.
  • Ognuno ha le sue fissazioni, la mia è fatta di bulbi piliferi: da oggi mi dedico a estirpare quel che resta dei miei peli in un centro estetico a Torino. Sono diversi anni che pratico religiosamente la depilazione definitiva, zona dopo zona: è un’ossessione che mi stanca, voglio dedicare le mie energie ad altro.

La felicità

Quel che mi fa felice sono i viaggi: quest’anno sono andata a Lisbona, Copenaghen, Porto, Romagna, Marche.
Un mese fa ho comprato un biglietto per un viaggio che farò ad aprile 2018, e ho pianto di felicità.

Il futuro

Sto lavorando a un mio progetto, e ho deciso subito che avrei trovato dei professionisti perché fosse memorabile. Ho lavorato con loro sul naming, stiamo lavorando ora all’identità visiva.
Vorrei che fosse il mio lavoro di domani.

La matematica

Guadagni 1, spendi 0,5 per stare in bolla.
Guadagni 2, investi 1 e lavori per rientrare di 3.

Non sono una persona dai grandi piani di business, ma una ragazza che non vuole rinunciare a un equilibrio che quest’anno mi è sembrato ottimale: ho investito in strumenti e persone che mi hanno fatto svolgere con tranquillità il mio lavoro, e ho speso dei soldi in attività ed esperienze che mi avrebbero resa felice una volta finito il lavoro.

Questa indipendenza non è facile, e non è scontata: per me è a tutti gli effetti una lotta, contro l’imbarazzo di non riuscire ad affrontare delle spese, contro la condizione di dipendere da qualcuno che sceglie al posto mio, contro l’assenza di emancipazione dai miei timori.

Ho 37 anni, sono sola, mi mantengo al 100% e voglio essere l’unica persona al mondo a cui rendo conto di ogni mia scelta: contano gli affetti, conta la famiglia, includo la possibilità di nuovi legami ma solo se tutto questo rispetta il mio essere adulto, cioè una persona al 100% indipendente.

I soldi non sono solo soldi: sono scelte, sono passi avanti o sono freni, sono essere donna, essere uomo, essere famiglia. Sono quel che vuoi diventare, o quel che riesci a disperdere. Sono quel che non vuoi che gli altri tocchino, se non nella misura in cui sei tu a concederlo. E quando sono veri, sono una fatica, ma una fatica bella.

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