Cosa mangiare, vedere e comprare a Lisbona

Quando sono partita per Lisbona volevo liberarmi la testa. Avevo pensato questo viaggio mesi fa in occasione di un cambiamento importante che speravo sarebbe arrivato, e mi sono trovata a partire anche per distrarmi da una tristezza che mi impegnava più parti del corpo di quelle che avrei voluto.

In questo post vi racconterò del paesaggio, e di cosa succede al cuore quando andate a Lisbona. E poi dove mangiare, cosa comprare.

Di Lisbona mi aspettavo durezza e nostalgia, asprezza e vento: vento ce n’è stato tantissimo, e anche di pioggia, ma non c’è stato nulla di ostile, nulla che inasprisse la cupezza della partenza. 
Il primo giorno ho visitato Alfama suggestionata da Barbara Sgarzi, e tra tappeti stesi, bambine disegnate sulle mura, bar intimi ho trovato alberi di aranci tra le scale che collegano i diversi strati della città. Ha cominciato a piovere, e io ero senza ombrello: ho provato a ripararmi ma ho scoperto una cosa.

A Lisbona non puoi proteggerti dalla pioggia: nelle strade strette sei esposto agli scrosci dei canali di scolo, nelle strade ampie non esistono davanzali o altri spazi di protezione. Lisbona è semplice, perché doversi impelagare sempre per qualcosa, sembra dirti.

Pop e bar di paese, design e tram corti, ascensori storici e una metropolitana delle meraviglie: sei nella vecchia Europa, sei sull’acqua, sei accolto da persone che parlano almeno tre lingue. Alla fine del primo giorno avevo la testa leggera, forse merito anche del Bloody Mary del Mini Bar (ordinatelo «spicy», mi raccomando). E quindi ho cominciato a mangiare e bere, e a divertirmi, e a godermi le scale, la fatica, i dolci, la solitudine, la lettura, gli spostamenti, la vita, la partenza, il ritorno, la mia compagnia.

Questa è la mappa di Lisbona, dove troverete come per quella di Berlino indirizzi su dove mangiare, comprare, bere a Lisbona, con un piccolo excursus su Sintra (sì, su Sintra hanno tutti ragione, dovete andare). La mappa è il frutto di ricerca online, di consigli di amici, di cosa ho incontrato sul posto senza averlo deciso prima.

Trovate qui la mappa di Lisbona su cosa mangiare, vedere, comprare

I consigli del cuore sono tre:

  1. Mini Bar di Avillez: un ex teatro come palcoscenico per l’allievo di Adrià, che qui regala felicità agli stomaci con una cucina divertente, puntuale, spensierata, mai troppo azzardata. Filologico con un tocco in più (ma ripeto, forse era l’ottimo spicy Bloody Mary). Il mio consiglio: mangiate al bancone del bar, e non perdete il ceviche di gamberi serviti direttamente su lime tagliati a metà.
  2. Taberna das Ruas das Flores: un’osteria semplice con piatti della tradizione, pochi tavoli, nessuna possibilità di prenotazione. Una cucina solida e nello stesso tempo amabile da tutti. Bisogna venire molto presto e mettersi in fila. Il mio consiglio: arrivate alle 12.00 e fermatevi per pranzo, non ordinate il dolce perché poi andrete a mangiare la torta al cioccolato di Landeu a pochi passi.
  3. Icon: se a fare il negozio sono anche i negozianti, allora qui la combo è una garanzia di selezione e accoglienza. Piccolo negozio con una curata selezione di prodotti di designer portoghesi, più o meno noti. Il mio consiglio: cercate i sottobicchieri di ceramica e le cartoline illustrate da Ana Ventura e Camilla Engaman.

Buon viaggio / Boa viagem!

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