Il bulldog che sapeva volare

Mi capita spesso di vedere cani fermi e ostinati: il padrone li tira per il guinzaglio, a volte con tenerezza, altre con l’impazienza di chi non può ascoltare le intenzioni degli altri, figurati di un animale.
Eppure loro sono lì, gambe ebeti e inamovibili.
Sono cani stanchi? Non hanno la facoltà di ascoltare? Hanno voglia di disobbedire? C’è coscienza in quel non volersi muovere o sono semplicemente in ascolto dei loro arti pigri?

I cani fermi, gli uomini troppo stanchi: in entrambi i casi c’è qualcosa che ha la forma di un campanello d’allarme che dice:

Staccati da te, o dalla voce di chi ti richiama.

In entrambi i casi è il momento della bolla: è l’attimo testardo, spesso uguale di chi sta per cedere il proprio equilibrio a qualcosa che viene dopo.
Il più delle volte, esonda in una reazione dei nervi: qui il cervello che ci dice di assopirsi, di trovare una sosta, di là l’obbligo ad andare, a essere guinzagliati.
In mezzo, l’attrito e le difese per levigarlo.

Tu le hai quelle difese?

Tu ce l’hai una terza voce che sa scegliere quello che è bene per te?
Di quei momenti io ne ho visti tanti: era Carlo che vedeva le copertine dei libri di Gombrowicz e leggeva un messaggio negativo che qualcuno gli stava inviando; era Sara che sabotava il suo computer per difenderlo dagli attacchi degli hacker; è stata Giorgia quando ha visto la figlia e la teneva ferma nella culla, era Sandro che dormiva nei treni convinto di tornare in una casa che non c’era da anni.
Erano tutti lì a covare: all’esterno impegnati in azioni formali, restii ad assecondare le funzioni quotidiane, e più dentro immarciti dal malessere, talvolta dalla malattia che avrebbe trovato un nome il giorno dopo.
La differenza tra chi sta bene e chi sta male è lì: nel riconoscere quel campanello d’allarme. Nel saper sviluppare le azioni per arginarlo.
Stai bene se sai fare cose per sentirti meglio, guarisci quando osservi da una certa distanza quel momento in cui eri fermo e non riuscivi a muoverti.
Quando hai ripreso a camminare non verso una necessità, ma verso la parte migliore di te.
Vai, cane: alzati, cammina e vai un po’ dove ti pare.

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