Dal blogger al PR: ne parlo ad Ancona con PepeLab

Ogni tanto vi tedio con gli aspetti tecnici del mio lavoro, ma parlare di quello che faccio fa parte della mia attività e della mia attitudine, oltre al fatto che mi piace e che ritengo sempre ci possano essere spunti utili per chi legge o ascolta.

Il tema di oggi è: I delicati equilibri del food. Dal blogger al PR. Ne parlerò questo giovedì 7 novembre ad Ancona, all’interno della giornata Professione Creatività e del Blogmeeting organizzato da PepeLab (dove io sono assolutamente un’intrusa tra i top blogger d’Italia).

 

Quando qualche settimana fa parlavo con gli organizzatori dell’incontro, mi è venuto spontaneo proporre questo aspetto dell’essere blogger, visto che è uno dei temi che più mi tocca. Quando ho scelto di mettermi in proprio e di passare dall’altra parte, ossia dal produrre contenuti per il mio blog a coinvolgere altri blogger perché producessero contenuti per i miei clienti, mi sono fatta diverse domande, e nell’ordine:
1. Quali sono le cose assolutamente da evitare?
(Leggi: caro foodblogger, ho il piacere di inviarti il comunicato stampa)

2. Cosa ho imparato che non devo mai dimenticare?
(Conosci i blogger e i loro blog, leggi la loro storia, sii personale)

3. Cosa posso fare di diverso?
(Pagare i blogger per creare ricette, ad esempio. Coinvolgerli in eventi dove farli sentire bene (ma vabbè, io sono davvero contenta di vedere chi invito, perché coinvolgo sempre persone in gamba)

4. Come la metto con questo foodblog?
(Parlo dei clienti, certo, non tutti, e cerco di farlo rispettando la regola prima del blog: dai un contenuto interessante ai tuoi lettori).

5. Quale consiglio realmente valido posso dare a chi ha un blog e vuole essere coinvolto in progetti interessanti con clienti speciali?
(Siate attivi sui social network: conversate, gettatevi nella mischia, create relazioni. Il vostro numero di follower non fa di voi un foodblogger migliore, ma certamente aiuta a comunicare in maniera più ampia e vivace i contenuti che create e chi siete. Avete una storia: siete voi, la vostra cucina, fatela conoscere)

Nessun dilemma quindi, se non l’esercizio di bilanciare il mio essere naturalmente protettiva verso i foodblogger che coinvolgo e conosco e le esigenze che hanno le aziende con cui collaboro di risultati visibili e quantificabili: significa dare e poi chiedere, in un mondo dove alla domanda abbiamo sostituito il coinvolgimento.
Il segreto? Lavorare per progetti belli, con clienti capaci e vivere in maniera sana le dinamiche lavorative e umane.

Non so se riuscirò a dire tutto questo ad Ancona, potete seguire l’incontro con l’hashtag #PC2 e se siete lì la mattina potete iscrivervi a due workshop tenuti da Valentina Falcinelli e Simone Sbarbati (NON fate caso alla foto), dedicati rispettivamente alla comunicazione food online e alla moda.

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