Un weekend a Macerata

Questo week-end sono andata via, a trovare Chiara, mia ex-coinquilina di Bologna, che ora vive a Macerata.

Solo tre giorni, immersa nelle dolci colline delle Marche, a chiaccherare come ai vecchi tempi, ripensando alla vita grottesca e senza orari di quando studiavamo entrambe, ridendo di fronte agli episodi dei ragazzi furibondi che hanno abitato con noi.

Abbiamo vissuto insieme per tre anni, dal 2001 al 2004, a Bologna, nella bellissima zona di Porta Saragozza, in Via Albergati, in una casa di 180 mq con cinque stanze da letto e due bagni. Una casa vecchissima, decrepita, con tubature marce, sporchissima perché eravamo un gruppo di allegri slandroni: una casa in cui sono passate tantissime persone, sia come coinquilini che come ospiti, compagni, amici.

Noi ufficiali eravamo i Bonazziani, dal nome del vecchio proprietario della casa, Bonazzi: i bonazziani erano veri mattacchioni, organizzavamo feste in costume, cene epocali, lotte a base di uova e buste di latte.
Nell’andito, nascosto sotto il tappeto in occasione delle visite del badrone di casa, giaceva una sagoma, raffigurante un uomo ammazzato, che tendeva la mano verso una bottiglia. Eravamo così, pieni di idee per rallegrare l’umore comune.

Da quella casa sono passati anche delle persone un po’ inquietanti, tra cui un celebre ragazzo molto carino che aveva ben pensato di staccare il frigo e di usarlo come scarpiera personale posizionandolo fuori al suo balcone.

Questo post lo dedico a loro, ai fu Bonazziani, allo spirito mattacchione che ci accomunava, e soprattutto alla mia amica Chiara, che non vedevo da quasi due anni e che finalmente ho potuto riabbracciare pochi giorni fa.

Vabbè, ma che c’entra tutto questo con il blog? C’entra perché anche a Macerata ho potuto prendere nota di alcuni posticini dove vale la pena andare, mangionariamente parlando.

A pranzo

Siamo andate al punto macrobiotico a pochi minuti da casa sua, dove io ho preso un’ottima pasta con gli scampi, deliziosa: preparata con un soffrittino di cipolle e carote, pezzettini di scampi, rosmarino e prezzemolo fresco. Chiara ha preso degli spiedini di pesce accompagnati da un’insalata, anche questi freschi e molto saporiti. Abbiamo poi preso dei dolci, il suo con crema di cioccolato e il mio con canditi e granella di nocciole: un impasto molto tenace, impossibili da mangiare interamente, ma buoni. Il tutto accompagnato dall’ottimo tè bancha servito a una temperatura perfetta. Conto finale 20€ in due.

A cena

Scegliamo l’enoteca di Enrico, ex bonazziano, il quale dopo aver lavorato nelll’enoteca di famiglia per anni ha scelto di aprire un wine-bar, Enopassione, nel cuore del centro storico di Macerata: ottima selezione di vini e di liquori; per cena ci viene proposto una scelta di primi con ragù di anatra, cinghiale e cervo; secondi di carne; insalate miste e salumi e formaggi.

Io scelgo un piatti di salumi e formaggi e un’insalata mista accompagnata da dell’ottimo tonno bianco arrostito di Moreno Cedroni: apprezzabile la possibilità di condirsi da sé l’insalata con una selezione di oli e aceti posta di fianco al tavolo, materia prima molto buona. Beviamo dell’ottimo Goldmuskateller, Moscato giallo del 2006 di St. Michael-Eppan, azienda e località d’elezione per vitigni profumati.

Note negative: non c’è la carta dei vini, forse per le enoteche è normale (io non ne frequento praticamente mai) però a me è apparso un po’ strano, Enrico non c’è e il sommelier che lo sostituisce sembra non avere grandi proprietà affabulatorie, visto che descrive i vini e i piatti con discreta piattezza, lasciando i clienti alquanto perplessi.

Come dolce

Domenica a pranzo abbiamo mangiato la mia blasonatissima pasta con la scarola, dei formaggi con delle marmellate acquistate da Eataly e abbiamo concluso con dei dolci acquistati a Treia, vicino Macerata: una pasticceria piccola e ben fornita, che oltre a torte, pasticceria mignon, rinfreschi, biscotteria, cioccolatini, offre dei calcioni di formaggio, tipici della zona: il calcione è costituito da un disco di pasta composto da farina ed uova, leggermente dolcificata, tirata a sfoglia, al centro della quale si colloca un impasto formato da uova, pecorino, zucchero, olio. Si racchiude il disco su se stesso, praticando sulla sommità dello stesso un taglio, in modo da consentire la fuoriuscita dell’inflorescenza durante la cottura al forno.
Noi abbiamo acquistato delle paste davvero buone.

Un appetizer per ricordare le Marche

Cosa c’è di meglio delle olive ascolane? Come quelle della nonna o quasi, si possono acquistare in un negozietto che vende pasta fresca, olive ascolane e tegliette di lasagne già pronte. Ora mezzo chilo di olive mi guarda dal freezer e mi dice: cuocimi!

Un punto macrobiotico

Via Cassiano da Fabriano 11
62100 Macerata
Tel. 0733.33.977

Wine-bar Enopassione

Vicolo Ferrari
62100 Macerata
Tel. 0733.44.00.95

Enoteca Simoncini

Galleria Commercio 14
62100 Macerata (MC)
Tel. 0733.26.05.76

Pasticceria del Borgo

Via Monti Sibillini 15/B
Treia (MC)
Tel. 0733.21.69.77

Non solo pasta

Corso Cavour 95
Macerata
Tel. 334.77.78.771

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Ci sono 5 commenti

  1. Che belle sensazioni mi hai evocato, cara. Mi hai riportato ai miei anni universitari e mi hai fatto ricordare una festa di compleanno in cui invitai 40 persone nel mio monolocale e ballammo fino alle 8.00 del mattino
    …Che bei tempi!
    Le amicizie di quel periodo hanno un sapore tutto particolare.

  2. @Acilia: sì, io penso spesso a quei tempi, alla facilità maggiore dei rapporti, dovuti al fatto che sei meno strutturato, ma anche ai contesti, ai momenti così particolari in cui ci si incontrava. Comunque nemmeno tu niente male con il rave nel monolocale! Santi vicini di casa… Bacio!

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